Meno male che me ne sono andato
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Marzo 2026
Meno male che sono andata via.
E mi sono lasciata alle spalle le paure di morire per strane ragioni,
ho smesso di controllare ogni maglietta in cerca di un ragno
e di fare trekking senza pensare ai serpenti
o di camminare sotto il sole, senza calcolare quanti anni mi ruba.
Meno male che sono andata via, e ho smesso di cercare quella “ricchezza culturale”
e posso mangiare, invece, piatti pieni di sapore, cultura e tradizione.
Sperimentare nuovamente tutte le stagioni dell'anno
e il piacere di lavorare di più per molto meno.
Che la gente non mi sorrida più per strada
e che mi facciano domande a cui spesso non riesco a rispondere a causa della loro
pronuncia.
Che fortuna che non ho più preoccupazioni per visti e documenti.
Né porto il peso di contare i giorni per andarmene e decidere un futuro incerto.
Che fortuna, sì, meno male che sono andata via
e mi sono tolta tanti pesi.
Meno male che ho tanti argomenti per cercare di convincermi
che il male vince sul bene,
anche quando le cose buone sfuggono tra le cattive,
così mi ripeto, quando arriva la nostalgia, che non ho sbagliato.
Il problema è che non ho come spiegarlo
al pezzo di me che è rimasto lì,
né ho come riempire il vuoto del pezzo che è qui.